Neuroscienze

I bambini affetti da sindromi autistiche presentano un’alterazione nel trattamento delle informazioni visive

I bambini affetti da sindromi autistiche presentano un’alterazione nel trattamento delle informazioni visive

Elia Magrinelli

marzo 24th, 2015

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In quest’intervista il professor John Foxe, professore del dipartimento di pediatria dell’Albert Einstein college of Medicine, parla di una recente ricerca che lo ha portato ad studiare l’elaborazione delle informazioni visive nella corteccia di pazienti affetti da autismo.  Una tipica osservazione del comportamento di questi pazienti è un difetto nell’orientamento dello sguardo ed una difetto nelle capacità motorie. Il professor Foxe si è chiesto se questo difetto fosse dovuto ad un problema nello sviluppo della corteccia visiva. La corteccia, normalmente, dedica molto più spazio alla rappresentazione del campo visivo centrale, proveniente dalla fovea, piuttosto che al campo periferico. Su questo principio, il laboratorio del prof. Foxe ha registrato l’attività della corteccia visiva in persone affette da autismo chiedendo di osservare sia dei segnali mostrati alla fovea del loro campo visivo, oppure al loro campo periferico. Le loro osservazioni hanno mostrato che la risposta della corteccia di persone autistiche durante l’osservazione di segnali presentati alla fovea del campo visivo sono molto meno definite e più simili alle risposte che persone sane hanno quando osservano stimoli visivi alla periferia del loro campo visivo. Questi risultati aprono molte possibilità per anticipare le diagnosi di autismo, permettendo così interventi terapeutici molto più rapidi ed efficaci.

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One Comment

  1. Andrea says:

    Isolate le differenze del cervello degli autistici

    Grazie a una nuova metodologia di analisi di risonanza magnetica identificati sistemi chiave nel lobo temporale e nel lobo parietale
    Le differenze funzionali tra il cervello di una persona autistica e di una sana sono state isolate per la prima volta, grazie allo sviluppo di una nuova metodologia di analisi di risonanza magnetica.
    I ricercatori dell’Università di Warwick (Gb) hanno denominato la metodologia “Brain-Wide Association Analysis“(Bwas).
    È la prima in grado di creare una panoramica dell’intero cervello, fornendo ai neuroscienziati un modello 3D accurato per studiarlo. I ricercatori hanno utilizzato la Bwas per identificare le regioni del cervello che possono dare un contributo importante all’insorgenza dei sintomi dell’autismo. Il tutto analizzando oltre un miliardo di set di dati e coprire le 47.636 diverse aree del cervello, per un totale di 523 pazienti autistici e 452 soggetti sani. Le metodologie precedenti non erano in grado di processare una mole simile di dati limitandosi solo ad alcune aree cerebrali.

    La capacità di analizzare l’intero set di dati attraverso risonanza magnetica ha fornito ai ricercatori di Warwick la possibilità di compilare, confrontare e contrapporre modelli informatici accurati sia per i cervelli autistici e che degli altri.
    Jianfeng Feng, capo della ricerca: «Abbiamo identificato nel modello autistico un sistema chiave nella corteccia visiva del lobo temporale con ridotta connettività funzionale corticale e questa regione è coinvolta nell’espressione facciale legata a comportamenti sociali».

    I ricercatori hanno anche isolato nel cervello degli autistici un secondo sistema chiave relativo alla connettività funzionale corticale ridotta nel lobo parietale, implicato nelle funzioni spaziali. Il team assicura che il sistema può potenzialmente isolare le aree del cervello coinvolte con altri problemi cognitivi, tra cui il disturbo ossessivo-compulsivo, l’Adhd e la schizofrenia.

    http://www2.warwick.ac.uk/newsandevents/pressreleases/autistic_and_non-autistic/

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