Neuroscienze

Edvard e May-Britt Moser: un viaggio nella corteccia entorinale

Edvard e May-Britt Moser: un viaggio nella corteccia entorinale

Elia Magrinelli

agosto 24th, 2015

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La corteccia entorinale fino a pochi anni fa era una zona del cervello sulla quale non vi era molta attenzione da parte dei ricercatori. Edvard e May-Britt Moser, coniugi e professori all’università di Oslo,in questo video parlano dei loro tentativi di registrare l’attività di queste cellule per capire la loro funzione. 

Una volta preparati i ratti sotto anestesia, registrando l’attività in più punti della corteccia entorinale negli stessi animali coscienti, i professori Moser hanno potuto osservare come l’attività di diversi punti di questa corteccia formi una mappa dell’ambiente esplorato. Come un GPS questo sistema è in grado di utilizzare la posizione e la velocità di movimento dell’animale per permetterne l’orientamento. Queste cellule non considerano l’aspetto dell’ambiente circostante. Comunicando strettamente con l’ippocampo, struttura molto importante per la memoria, le informazioni necessarie per riconoscere l’ambiente vengono sovrapposte alla mappa vuota della corteccia entorinale, quali caratteristiche e punti di riferimento.

Questo gruppo di cellule è stato chiamato “cellule griglia”, la loro scoperta è valsa ai due coniugi, assieme al professore John O’Keefe, il premio nobel per la medicina e la fisiologia. 

La corteccia entorinale, è inoltre una delle prime zone ad essere danneggiate durante l’insorgere dell’Alzheimer, che ha come uno dei primi sintomi proprio la perdita della capacità di orientamento. Questa scoperta potrebbe non solo permettere di capire di più sul progresso di questa malattia, ma soprattutto potrebbe mettere le basi per diffondere la nostra comprensione di come il nostro cervello è in grado di creare rappresentazioni consistenti del mondo che ci circonda.

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