Neuroscienze

Come può lo zucchero influenzare il nostro cervello?

Come può lo zucchero influenzare il nostro cervello?

Elia Magrinelli

novembre 1st, 2015

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Immaginate dei biscotti croccanti, caramelle, torte o gelati. La vostra salivazione è aumentata e vi è venuta voglia di un dolce? Perchè? Qual’è il meccanismo nel nostro cervello che rende i cibi dolci così difficili da resistere? Zucchero è un termine generico per descrivere una serie di molecole della famiglia dei carboidrati, formate da carbonio, ossigeno ed idrogeno. Sono molecole presenti in grandi quantità in molte tipologie di alimenti. Glucosio, saccarosio, maltosio, lattosio, destrosio e amido sono infatti tutte tipologie di carboidrati. Troviamo zuccheri non solo nei prodotti dolci, ma anche spesso in salse di pomodoro, succhi di frutta, yogurt, bevande gasate. Data la sua estrema diffusione ed elevata utilità è importante capire come lo zucchero influenza il nostro sistema nervoso, cosa succede quando assaporiamo lo zucchero e quanto mangiare zucchero ci possa indurne a mangiarne di più. Possiamo cominciare a farlo guardando questo breve video di Ted-ed.

Quando mangiamo un cucchiaio di cereali, lo zucchero contenuto in essi attiva i recettori per il senso del dolce posizionati sulla punta della lingua. Questi inviano un segnale nervoso al cervello dove si suddivide arrivando fino a particolari zone della corteccia cerebrale. Diverse zone della corteccia cerebrale sono in grado di processare diversi informazioni del gusto: amaro, salato, umami e dolce. Da quest’area, un segnale attiva il sistema nervoso della ricompensa, una rete complicata che coinvolge più strutture cerebrali e molecole chimiche che aiutano a rispondere ad una domanda: devo ripetere quello che ho appena fatto? La sensazione piacevole che abbiamo quando mangiamo qualcosa di dolce è il modo del nostro cervello, e del sistema della ricompensa per dirci: si, dovresti! 

Il cibo non è il solo stimolo in grado di attivare questo meccanismo, anche socializzare, svolgere attività sessuale e droghe sono solo alcune delle altre esperienze che più comunemente attivano il sistema della ricompensa. Un’attivazione eccessiva di questo sistema attiva però una serie di eventi con esito negativo, quali la perdita di controllo e l’aumento della tolleranza allo zucchero, nel nostro caso. Tornando al cucchiaio di cereali mangiati, questi oltre ai recettori del dolce nella lingua attivano altri recettori nello zucchero presenti nello stomaco che ad esempio ci dicono quando siamo sazi e controllano il livello di insulina necessario. 

Il messaggero più importante che attiva il nostro sistema di ricompensa è la Dopamina, un neurotrasmettitore che possiede molti recettori nel cervello, distribuiti in diverse zone. Questi aree sono particolarmente importanti nel sistema della ricompensa. Droghe come eroina, nicotina e alcool causano un forte rilascio di Dopamina, inducendo molte persone a cercare costantemente questa sensazione, diventando dipendenti. Lo zucchero provoca la stessa reazione in una quantità minore, ma abbastanza da condizionare il tipo di cibo che preferiamo mangiare. 

C’è un’altro meccanismo molto importante riguardo il rilascio di Dopamina durante un pasto. Quando siamo affamati e mangiamo un salutare e bilanciato pasto, i nostri livelli di Dopamina salgono. Se però giorno dopo giorno mangiamo sempre lo stesso piatto, seppur nutriente e bilanciato, il rilascio di Dopamina rilasciato in corrispondenza dell’assunzione di questo pasto comincia a diminuire. Il nostro cervello si è infatti evoluto per cercare sempre sapori diversi e nuovi, per due motivi principali. Il primo è che in questo modo ci spinge a non mangiare cibo vecchio che potrebbe essere diventato marcio, il secondo è che più variamo la nostra dieta più possibilità abbiamo di assumere tutti gli alimenti rari necessari, quali le vitamine.

Ora consideriamo di sostituire al piatto bilanciato un piatto particolarmente ricco di zucchero, se continuassimo a mangiare lo stesso piatto giorno dopo giorno, i livelli di Dopamina rilasciati dopo il pasto tendono a diminuire meno velocemente, continuando ad attivare il sistema della ricompensa. In questi caso lo zucchero funziona quasi come una droga. Pertanto è importante ricordarci che sebbene qualche dolce ogni tanto non può farci male è necessario evitare che un’eccesso di zucchero nella nostra dieta ci induca ad assumere comportamenti insalubri.

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2 Comments

  1. Confermo che da quando ero bambino sempre e spesso mangiavo tanto dolce avevo desiderio di mangiare tutti giorni. Per mancanza di conoscenza, poi leggendo questo commento, mi rendo conto quanto sono dipendente dello zucchero, torte,gelato,cioccolata, ma adesso dovrò cambiare radicalmente questa abitudine. Oggi sono adulto viziato a mangiare lo zucchero. Ringrazio tantissimo questo Airi Sociale.

  2. milena says:

    Ritengo che l’effetto devastante dello zucchero sia soprattutto dovuto alla raffinazione che provoca ipereccitazione dei recettori in quanto sono costretti ad assorbire grosse quantità in poco tempo senza alcun filtro. Questo causa la sensazione di volerne ancora e ancora. Lo stesso discorso vale x i carboidrati. Grazie e buon lavoro.

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