Neuroscienze

La scienza nascosta nell’Odissea

La scienza nascosta nell’Odissea

Elia Magrinelli

novembre 24th, 2015

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L’Odissea di Omero, una delle più antiche opere di letteratura occidentale, racconta le avventure di Ulisse durante il viaggio di ritorno a casa dalla guerra di Troia, durato dieci anni. Mentre alcune parti di quest’opera potrebbero essere basate su eventi reali, incontri con strani mostri, terribili giganti e potenti streghe sono considerate opera di fantasia. Potrebbe però esserci qualcosa di più dietro questi racconti? In questo video Ted-ed ci racconta come alcuni episodi fantastici dell’Odissea potrebbero avere fondamenti di verità.

Prendiamo un passaggio del poema. All’inizio del loro viaggio, Ulisse ed i suoi compagni si trovano nell’isola di Eea. Affamati ed esausti, alcuni uomini incappano in una casa dove una bellissima donna li invita ad un sontuoso banchetto. Ovviamente tutto questo si rivela troppo bello per essere vero; la donna, infatti, è la famosa maga circe che trasforma gli sventurati in animali una volta concluso il pasto. Fortunatamente uno degli uomini riesce a fuggire e trova Ulisse al quale racconta l’accaduto. Mentre Ulisse si sta affrettando per andare a salvare i suoi uomini incontra Ermes, il messaggero degli dei, che lo avverte di mangiare un’erba magica. Avendo seguito il consiglio del dio, gli incantesimi di Circe non hanno effetto su Ulisse, permettendogli di sconfiggerla e salvare i suoi compagni.

Per secoli, questa storia di magia e uomini che si trasformano in animali è stata considerata pura opera di fantasia, ma più di recente la continua menzione di alcune erbe e droghe in questo passo hanno attratto l’attenzione degli scienziati che hanno cominciato a pensare che questo passo potrebbe essersi trattato del racconto fittizio di alcune esperienze reali. In una delle prime versioni del testo di Omero si dice che Circe mischiasse droghe potenti nel cibo, tali al punto che gli uomini avrebbero potuto perfino dimenticare la loro terra d’origine. Una delle piante che cresce nella regione del mediterraneo è lo stramonio, pianta in grado di indurre uno stato di amnesia. É in oltre dotata di molte molecole in grado di interagire con il neurotrasmettitore Acetil-colina. Questi effetti possono portare ad allucinazioni, perdita delle inibizioni e difficoltà nel riconoscere la realtà dalla fantasia; una serie di cose che potrebbero far credere a qualcuno di essere diventato un animale.

Questo suggerisce che Circe potrebbe non essere stata una maga, ma piuttosto un chimico in grado di usare le piante locale in modo molto efficace. Ma lo stramonio comprende solo metà della storia; il testo nel quale Ermes dona ad Ulisse l’erba protettiva è infatti insolitamente specifico. Gli dei la chiamano con il nome moly e dicono che può essere trovata in una foresta e che ha radici nere ed un fiore bianco latte. Come il resto del passaggio sulla maga Circe, anche quest’erba è stata considerata frutto di fantasia, ma nel 1951 il farmacista Russo Mikhail Mashkobsky ha scoperto che gli autoctoni delle montagne Urali utilizzano un’erba simile a quella descritta nell’Odissea per alleviare i sintomi di paralisi nei bambini malati di polio, chiamata bucaneve.

Questa pianta contiene infatti composti quali le galantamine che prevengono la distruzione del neurotrasmettitore Acetil-colina, provandosi un’efficace arma per il trattamento dei sintomi di alcune malattie come la Polio e l’Alzheimer. Nel 12 congresso mondiale di neuroscienze il dottor Andreas Plaitakis e Roger Duvoisin proposero per la prima volta che il bucaneve fosse la pianta data da Ermes ad Ulisse. Sebbene non ci siano molte fonti che annoverassero le capacità anti-allucinatorie del bucaneve, ci sono dei passaggi dello scrittore greco del 4 secolo a.c. Teofrosto che raccontano delle capacità di questa pianta di combattere l’avvelenamento. Tutto questo significa che i personaggi dell’Odissea erano veramente esisti? Non necessariamente, ma ci suggerisce come nelle storie antiche vi possano essere più elementi di verità di quanto spesso crediamo e che più scopriamo cose sul nostro mondo più potremmo scoprire le conoscenze nascoste tra i miti e le leggende della storia antica.

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