Neuroscienze

Il funzionamento dell’anestesia

Il funzionamento dell’anestesia

Elia Magrinelli

febbraio 7th, 2016

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Se avete subito un’operazione chirurgica, vi ricorderete di aver cominciato a contare da 10, 9, 8…per poi svegliarvi alla fine dell’operazione senza ricordarvi di aver raggiunto il 5. Potrebbe sembrare che siate stati addormentati, ma non lo eravate. L’anestesia è una condizione molto più complessa del sonno, non solo comporta lo stato d’incoscienza, ma anche l’incapacità di muoversi, creare dei ricordi e, fortunatamente, sentire il dolore. Se non fossimo in grado di bloccare tutte queste funzioni allo stesso tempo, molte operazioni chirurgiche sarebbero troppo traumatizzanti, Ted-ed ha riassunto in questo video le caratteristiche più importanti dell’anestesia.

Antichi testi di medicina provenienti dall’Egitto, Asia e Medio Oriente descrivono l’utilizzo di anestesie primitive contenenti oppio, mandragola e alcool. Oggi gli anestesisti combinano particolari tipi di anestetici locali, ad inalazione ed in-vena per poter ottenere le condizioni ottimali di anestesia per ogni tipo di operazione chirurgica. L’anestesia regionale blocca l’arrivo delle informazioni dolorose al cervello da una zona particolare del corpo. Queste informazioni, come quelle sensoriali, arrivano al cervello sotto forma di segnali elettrici che viaggiano lungo il sistema nervoso. Gli anestetici locali formano una barriera elettrica legandosi alle proteine presenti nelle membrane dei neuroni che servono a consentire il passaggio delle cariche elettriche e bloccano all’esterno del neurone le particelle cariche positivamente.

Un composto che svolge questo tipo di funzione è la cocaina, il cui effetto antidolorifico fu scoperto per caso quando uno studente di oftalmologia ne assunse dalla lingua un po’. Sebbene oggi sia usata in poche occasioni come anestetico, molti anestetici locali hanno una struttura molecolare e funzione simile a quelle della cocaina.

Tuttavia, quando le operazioni chirurgiche sono particolarmente complicate è necessario che l’anestetico funzioni sull’intero sistema nervoso, cervello incluso. A questo scopo vengono utilizzati gli anestetici da inalazione. Il primo a essere utilizzato nella medicina occidentale fu il dietil-etere, questo composto era in precedenza utilizzato come sostanza stupefacente, fin quando i medici cominciarono a notare che spesso chi ne faceva uso non si accorgeva di procurarsi delle ferite. Nel 1840 si cominciò ad usare questo composto durante le estrazioni dentarie. Nei decenni successivi anche l’ossido di diazoto assieme a derivati dell’etere come il sevoflurano vennero sempre più usati come anestetici da inalazione.

Le anestesie da inalazione ora sono spesso affiancate ad anestetici in-vena, sviluppati nel 1870. Tra i più usati vi sono sedativi come il propofol, che induce lo stato di incoscienza, e oppioidi come il fentanil, che riducono il dolore. Gli anestetici generali hanno effetti anche sull’attività elettrica del cervello. Solitamente i segnali elettrici di un cervello in stato cosciente consistono in una specie di coro caotico, creato dalla comunicazione reciproca di diverse aree del cervello. Durante l’anestesia, quest’attività diventa più lenta e scoordinata, a testimonianza del fatto che le diverse zone del cervello non comunicano più tra di loro.

Si conosce ancora poco sul reale meccanismo di funzionamento degli anestetici: molti di questi si legano ai recettori GABA, proteine di membrana dei neuroni che a seguito del legame con gli anestetici aprono fori nella membrana stessa consentendo a particelle di carica negativa di entrare nei neuroni, impedendone normale funzionamento.

Il sistema nervoso possiede moltissime di queste proteine che servono a svolgere diverse funzioni quali la trasmissione del movimento, della memoria e della coscienza. Molti anestetici probabilmente agiscono su più proteine di membrana neuronali che spesso sono anche presenti in altri organi del corpo, estendendo l’effetto degli anestetici al di fuori del sistema nervoso. Pertanto anche gli anestetici moderni possono avere effetti fatali a dosi sbagliate. per questo motivo gli anestesisti devono creare la corretta combinazione di anestetici ed aggiustarla continuamente in base alle funzioni vitale del paziente, tenute costantemente sotto controllo durante l’operazione. Sebbene sia molto complicata, l’anestesia ed il suo continuo progresso hanno consentito allo sviluppo di protocolli chirurgici sempre più complessi ed avanzati.

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