Storia

Le estinzioni di massa

Le estinzioni di massa

Elia Magrinelli

marzo 6th, 2016

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Negli anni 70′ lo scienziato Jack Sepkoski ha iniziato la caccia ai fossili più ambiziosa che sia mai stata effettuata. Tuttavia, al posto di scavare nella terra si mise a scavare nelle polverose raccolte delle ricerche accademiche, compilando un registro di tutti i fossili di specie marine conosciuti al mondo scientifico. Un lavoro estremamente lungo e ripetitivo, ma che ha dato origine a quello che forse è il più famoso grafico nell’ambito della paleontologia come ci spiega Minutearth in questo video.

Si tratta di un grafico che indica la diversità delle specie marine in base al periodo geologico. Si può notare da questo grafico che si sono verificati 5 catastrofici eventi globali di riduzioni di biodiversità. Questi eventi sono noti come “le grandi cinque” (The Big Five) estinzioni di massa e si crede che siano stati i più grandi eventi di estinzione nella storia della terra, sia per la vita terrestre che per quella marina. L’ultima di queste estinzione è quella che risale a 66 milioni di anni dovuta alla caduta di una cometa e che ha provocato l’estinzione di tutti i dinosauri non-aviani nel tardo cretaceo. Tra queste estinzioni vi sono anche più catastrofici eventi, come l’estinzione che nel tardo permiano ha spazzato più dell’ 90% delle specie terrestri.

“Le grandi cinque” non sono però state le uniche estinzioni di massa e potrebbero anche non essere state le più grandi. Pensate ad esempio alla grande ossigenazione, avvenuta 2.3 miliardi di anni fa. Grazie ai resti di rocce antiche sappiamo che in quel periodo i livelli di ossigeno nell’atmosfera hanno subito un fortissimo incremento, avvelenando l’aria per i moltissimi batteri anaerobi che dominarono la terra per più di un miliardo di anni prima di allora.

Tuttavia non possiamo ancora dire in nessun modo come quest’estinzioni si confrontino con più note “grandi cinque”, dal momento che le vittime di quest’evento erano microscopici e non hanno lasciato alcun fossile. Le testimonianze fossili comprendono solo una piccola percentuale della vita che è esistita sulla terra. Inoltre la frazione di forme di vita che rappresenta cambia da un periodo ad una altro in base alle diverse condizioni, diventando in generale meno completo più si va a ritroso nel tempo.

Oltre al tempo, ulteriori fattori possono influenzare la qualità delle testimonianze fossili. Ad esempio, luoghi paludosi hanno avuto una migliore formazione di fossili dal momento che le condizione calme e fangose hanno favorito la formazione di fossili. Inoltre abbiamo anche molte più rocce provenienti da alcuni periodi geologici che non da altri ed in generale più rocce abbiamo, più fossili vengono ritrovati. Le testimonianze fossili sono in generale inconsistenti e non è quindi possibile in realtà calcolare da esso il numero esatto di specie e considerarlo un dato fisso.

Con il tempo i dati di Sepkoski sono stati quindi integrati e corretti, arrivando quindi a scoprire altri importanti eventi di estinzioni di massa. In base a quale soglia di impatto si usa per definire un evento di estinzione di massa come tale si potrebbero quindi identificare 3, 8 o 11 eventi in totale. Si tratta quindi di un numero arbitrario, che dipende da cosa decidiamo di chiamare una estinzione di massa.

Quello che però non è arbitrario è che alcune estinzioni di massa abbiano alterato l’albero evolutivo in modo molto più radicale di altre. Ad esempio, la prima estinzione delle “grandi cinque”, nel tardo ordoviciano, ha fatto estinguere più dell’80% delle specie sulla terra, ma ha lasciato il rapporto reciproco del numero di specie nei cinque regni principali della vita quasi inalterato, permettendo alla vita di proseguire in un trend molto simile a quello seguito in precedenza. Altre estinzioni di massa, anche meno imponenti, come l’ultima avvenuta 66 milioni di anni fa, hanno tagliato l’albero evolutivo in maniera molto meno bilanciata decimando le specie di un ramo dell’albero precedentemente in predominio e permettendo ad altri rami precedente più piccoli di espandersi enormemente, come è successo agli antichi mammiferi.

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