Scienze ambientali

Berresti dell’acqua riciclata dalle fogne?

Berresti dell’acqua riciclata dalle fogne?

Elia Magrinelli

luglio 13th, 2016

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Saresti disposto a mangiare un brownie fatto a forma di escremento? Mangeresti della zuppa da una padella ospedaliera appena sterilizzata? Infine, berresti un bicchiere di succo fresco, nel quale è stato appena immerso uno scarafaggio completamente sterilizzato? Senza molte sorprese molte persone, quando messe davanti a queste proposte le rifiutano, inclusa quella del brownie. Questo succede perchè i nostri cervelli sono in grado di attivare forti allarmi di disgusto anche al minimo segno di contaminazione. Questo video di MinuteEarth ci spiega perchè e ci racconta alcuni esempi interessanti di come quest’istinto abbia prevalso sulla ragione.

Gli esseri umani si sono  probabilmente evoluti con un forte senso del disgusto che ci ha impedito di consumare cibo possibilmente dannoso per il nostro apparato digerente e sistema immunitario (a differenza di quello di alcuni animali spazzini, molto più adatto a questo compito). Al giorno d’oggi esistono metodi molto più razionali per determinare la sicurezza di un alimento, tuttavia il nostro senso del disgusto è ancora in grado di prendere per noi alcune decisioni oltre la ragione. A volte queste decisioni possono andare ben oltre il semplice “lo mangio o non lo mangio” e riguardare questioni ben più complesse.

In California, la zona della Tri-valley è molto soggetta a periodi di siccità. Negli anni ’90, venne costruita per il costo di diversi milioni di dollari una macchina che utilizzava l’osmosi inversa per riciclare l’acqua delle fogne in acqua potabile. Non si trattava di una tecnologia non testata: apparecchiature simili erano già funzionanti da anni in Namibia, Singapore e nella stessa California del sud. Ciononostante l’idea di bere acqua che fino a poco tempo prima conteneva escrementi ha disturbato talmente tanto alcuni abitanti che questi cominciarono a presentare diverse denunce, che portarono alla chiusura dell’impianto prima ancora della sua ufficiale messa in funzione.

Simili episodi si sono verificati anche in altre località, come a San Diego, nella stessa California, ed a Toowoomba, in Australia. Uno dei possibili motivi del fallimento di queste iniziative è stato anche il modo in qui venivano pubblicizzate. In alcuni casi veniva usato lo slogan “Toilet to tap” (Rubinetto nel gabinetto), che fa pensare che non vi sia nulla che separi l’acqua che viene scaricata nelle fogne e quella che ritorna nella rete. Alcuni studi, hanno mostrato che il “tempo” e la “distanza” sono due fattori molto importanti nel diminuire il senso di disgusto nelle persone. Se infatti solo un terzo delle persone intervistate dicono che berrebbero acqua purificata direttamente dall’acqua di scarico, questa percentuale si alza a due terzi se questa stessa acqua passasse del tempo in dei silo prima di essere immessa nella rete anche se la qualità dell’acqua nelle due condizioni fosse la stessa.

Pertanto, è possibile perdere il senso irrazionale di disgusto facendo delle cose altrettanto irrazionali. A Singapore, l riciclo dell’acqua ha presto ottenuto un maggiore consenso chiamando l’acqua riciclata “NEWater” (acqua nuova). Infine un ulteriore spinta che può limitare il senso di disgusto è semplicemente il persistere di situazioni disagiate. Dagli anni ’90, dopo altre 15 anni di periodi di siccità e restrizioni obbligatorie nell’uso dell’acqua, anche nel nord della California sta riemergendo l’idea di utilizzare l’acqua riciclata.

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