Evoluzione

Storia degli Hobbit: l’origine degli Homo floresiensis

Storia degli Hobbit: l’origine degli Homo floresiensis

Elia Magrinelli

luglio 21st, 2016

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Questo frammento lungo 9mm di un piccolo molare è la prima prova dell’esistenza di un antico e piccola specie di uomo. è stato trovato in un recente scavo in un isola dell’Indonesia e potrà donare informazioni sulla specie di ominide: il nome ufficiale di questa specie è Homo floresiensis, ma più familiarmente sono anche noti come “Hobbit”. La scoperta di questa specie risale al 2004, nella caverna di Liang Bua, sull’isola di Flores, dove vennero trovate strane ossa. I teschi trovati erano particolarmente piccoli e l’altezza stimata dell’ominide era di circa un metro hanno permesso di stabilire che esisteva una specie antica di ominidi. Ma da dove provenivano questi “Hobbit”, e come hanno fatto a diventare così piccoli? Questo video di Nature racconta di alcune nuove ed interessanti scoperte riguardo la l’origine di questa specie.

Il dottor Gerrit van den Bergh, dell’Università di Wollongong, assieme al suo gruppo ha cercato di rispondere a questa domanda effettuando degli scavi a 50 km dalla caverna di Luang Bua, in un strato di rocce 650000 anni più antico rispetto alla caverna, alla ricerca di reperti degli antenati degli “Hobbit”. Il Dr Bergh lavora nella zona da più di 20 anni, scavando più di 32 siti, e per la prima volta sono riusciti a trovare un fossile di un antenato dell’Homo floresiensis. Il fossile, un molare, è stato identificato dalla studentessa di dottorato Mika Rizki Puspitaningrum. Un paio di giorni più tardi, il gruppo del Dr van den Bergh ha trovato un frammento di mascella di adulto. Le dimensioni di questo reperto sono ancora più piccole dei fossili di Homo floresiensis

Per le sue dimensioni, si pensava che Homo floresiensis si fosse evoluto da uno dei nostri antenati più antichi e piccoli, ma questi nuovi fossili sono molto simili a quelli di un Homo erectus, un più recente ominide dal cervello con dimensioni alquanto grandi. Questo indica che sia il corpo che il cervello dell’Homo floresiensis si siano ridotti notevolmente dai suoi antenati. Un’ipotesi del Dr van den Bergh ed altri suoi colleghi è che la vita in un posto isolato come l’isola, con scarse fonti di cibo, possano aver indotto il cambiamento. Nonostante le piccole dimensioni del cervello di questi ominidi, erano in grado di creare utensili di pietra e camminavano in posizione eretta. Il cervello è un organo che richiede molte energie per svilupparsi e funzionare, forse dimensioni di cervello più limitate erano comunque sufficienti alla sopravvivenza in un ambiente come l’isola di Flores. Possiamo solamente ipotizzare quale fosse l’intelligenza di questi ominidi, ma la loro capacità di creare utensili pone nuovi interrogativi su cosa sia necessario per lo sviluppo di un’intelligenza umana.

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One Comment

  1. Benvenuto says:

    John Hawks, paleoantropologo dell’Universit del Wisconsin-Madison, preoccupato per le affermazioni degli autori dello studio, che sostengono che i fossili marocchini appartenevano a Homo sapiens.

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