Fisica

Gli uragani del 2017 mostrati da simulazioni di Aerosol

Gli uragani del 2017 mostrati da simulazioni di Aerosol

Elia Magrinelli

novembre 22nd, 2017

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Esiste un modo di vedere l’atmosfera? La risposta è trasportata dal vento: piccole particelle, note come aerosol, sono trasportati attorno al globo dal vento. Questo video, pubblicato dal canale Nasa Goddard, è una simulazione realizzata utilizzando dati raccolti dai satelliti in combinazione alle conoscenze della fisica e della meteorologia al fine di mostrare il percorso svoltosi durante l’ultimo anno di 3 diversi aerosol: polvere, fumo e sale marino.

Il sale marino, mostrato in blu, viene raccolto dal vento che soffia sopra gli oceani. Con il formarsi di tempeste tropicali ed uragani le particelle di sale si concentrano in movimenti a spirale facilmente riconoscibili. Seguendo il movimento di queste particelle possiamo osservare la formazione di uragani come Irma, nel quale possiamo vedere come la sabbia che ha raccolto dal Sahara, mostrata in ocra, viene progressivamente lavata via dal centro dell’uragano per via delle piogge. Con il progredire delle capacità informatiche è possibile per gli scienziati includere più dettagli nelle simulazioni su come gli aerosol interagiscono con il sistema delle tempeste.

Queste simulazioni ci permettono di osservare come diversi meccanismi coesistano ed interagiscano tra di loro evolvendo come un’unico sistema. Applicando modelli matematici alle osservazioni è possibile separare l’intero sistema osservato in singole parti, studiandone così le regole fisiche che regolano ciascuna di queste parti. La ricerca di oggi migliorerà le previsioni del tempo del futuro.

Questa simulazione mostra anche come l’uragano Ophelia sia stato un caso molto particolare: si è diretto verso Nord-est, portando con se le sabbie del Sahara ed il fumo degli incendi avvenuti in Portogallo, portando entrambe verso l’Irlanda ed il Regno Unito. Quest’interazione di aerosol è stata molto diversa da quelle osservate durante la stessa stagione.

Aumentando i dettagli utilizzati in queste simulazioni i ricercatori cercano di scoprire più dettagli sulle regole dei fenomeni che avvengono sul nostro pianeta ogni giorno.

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