Missioni nello spazio

Il paradosso di Fermi – Dove sono gli alieni? Parte 1

Il paradosso di Fermi – Dove sono gli alieni? Parte 1

Elia Magrinelli

Luglio 15th, 2015

No comments

Siamo soli nell’universo? L’universo osservabile ha un diametro di 90 miliardi di anni luce, popolato da 100 miliardi di galassie, ciascuna con all’interno da 100 a 1000 miliardi di stelle. Ora sappiamo che anche i pianeti non sono rari nell’universo, compresi quelli abitabili, quindi dovrebbero esserci moltissime opportunità perché una civiltà si sia evoluta in un altro punto dell’universo, ma quindi dove sono queste popolazioni?

Consideriamo quanto è effettivamente probabile che la vita si sia sviluppata in un altro punto dell’universo. Se esistesse, potremmo solamente saperlo se queste non fossero nel nostro gruppo locale, a causa della continua espansione dell’universo. Anche se possedessimo astronavi estremamente veloci, ci vorrebbero miliardi di anni di viaggio attraverso il nulla cosmico per raggiungere altri gruppi di galassie. Concentriamoci quindi alla nostra galassia, la via lattea. Possiede 400 miliardi di stelle, delle quali 20 miliardi delle dimensioni simili a quelle del Sole. Si stima che un quinto di queste potrebbe possedere pianeti nelle zone abitabili. Se solo lo 0,1% ospitassero vita, esisterebbero 1 milione di pianeti nella nostra galassia possibilmente popolati da qualche forma di vita.

Inoltre, la nostra galassia è vecchia di 13 miliardi di anni, all’inizio la vita non avrebbe potuto svilupparsi per via del grande numero di esplosioni che vi avvenivano. Solo dopo 1-2 miliardi di anni sono nati i primi pianeti abitabili. Dato che il nostro pianeta ha solo 4 miliardi di anni, devono esserci già state miliardi di occasioni per lo sviluppo della vita su altri pianeti.

Se solo una di queste possibili civiltà fosse in grado di viaggiare tra le stelle probabilmente lo sapremmo ora. Quest’ipotetica civiltà potrebbe appartenere a 3 categorie. Il primo tipo è una civiltà in grado di sfruttare al 100% tutte le risorse energetiche disponibili sul suo pianeta, attualmente noi siamo al 73% e possibilmente arriveremo al 100% nelle prossime centinaia di anni. La seconda categoria è quella di una civiltà in grado di controllare interamente l’energia della sua stella, tecnologia molto lontana dalle nostre possibilità, ma possibile in teoria, tramite strumenti quali la sfera di Dyson, un complesso gigantesco in grado di racchiudere un intera stella. La terza categoria comprende una civiltà in grado di controllare la sua intera galassia e la sua energia.

Considerando che simili civiltà possano costruire astronavi in grado di sostenere una popolazione per 1000 anni, ci vorrebbero 2 milioni di anni per colonizzare l’intera galassia. Un tempo relativamente breve, molto più lungo di quello che queste ipotetiche civiltà avrebbero avuto a disposizione. Dove sono queste civiltà, perché se ci sono state così tante opportunità di che altre civiltà siano nate nella nostra stessa galassia non abbiamo nemmeno un segno tangibile? Questo è il paradosso di Fermi, una domanda alla quale non abbiamo una risposta certa, ma abbiamo alcune idee.

Una possibile risposta a questo paradosso è quella della presenza di alcuni filtri che bloccherebbero lo sviluppo di civiltà complesse. Da questo punto di vista è possibile che questi filtri esistano e che noi li abbiamo passati, questo significa che la nascita della vita complessa è in realtà un processo molto più raro e difficile di quanto pensiamo, forse solo recentemente è diventato possibile lo sviluppo della vita e quindi noi saremmo un’eccezione, la prima o una tra le prime civiltà ad esistere nella galassia. Una seconda possibilità è che esistono filtri che nemmeno noi possiamo passare e che dobbiamo ancora incontrare. Pertanto la vita al nostro livello di complessità esisterebbe anche in altre parti della galassia, ma verrebbe distrutta prima di svilupparsi ulteriormente e lo stesso destino toccherebbe anche a noi. Questo potrebbe succedere se ad esempio lo stesso avanzamento tecnologico fosse la causa di tale filtro: una volta attivata una determinata tecnologia, questa causerebbe la fine della civiltà che l’ha creata. Oppure questo filtro potrebbe derivare dall’esistenza di un’antica civiltà, una di quelle di terza categoria, che controlla l’universo e distrugge civiltà che raggiungono un certo livello di complessità.

Dobbiamo però anche considerare che forse siamo semplicemente soli, al momento non abbiamo alcun segno ad indicare l’esistenza di altre forme di vita. Potremmo semplicemente essere gli unici ad inviare messaggi e tendere l’orecchio senza che nessuno possa rispondere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *