Storia

La ricostruzione della sfera di Archimede

La ricostruzione della sfera di Archimede

Elia Magrinelli

Novembre 9th, 2015

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Michael T Wright è un ingegnere inglese principalmente interessato nell’ingegneria delle civiltà antiche. “Il martello che uso potrebbe essere stato creato in questo o lo scorso secolo, ma il modo in cui lo uso è lo stesso del fabbro ellenico”, così racconta al canale Nature video, parlando di come ha riprodotto la Sfera di Archimede.

Questo strumento è una sfera che rappresenta la visuale notturna delle stelle visibili all’epoca. Oltre a questo però vi sono degli indicatori che mostrano la posizione nel cielo del Sole, la Luna, e di cinque pianeti del sistema solare. Questi puntatori sono mobili, ma collegati tra di loro da una serie di ingranaggi che fa procedere questi puntatori secondo i moti relativi calcolati nel III secolo a.c..

La prima descrizione di uno strumento simile risale a Cicerone, che racconta di aver rinvenuto tale strumento a Siracusa quando Archimede venne ucciso e che dovrebbe essere stato ideato e forse creato da Archimede stesso. Riproducendo questa sfera ed altri oggetti simili utilizzando solamente i mezzi e le tecniche disponibili al periodo associato serve a dimostrazione di cosa era veramente possibile. Questa sfera pertanto mostra una tradizione tecnica spesso sorvolata dagli studiosi, quella della creazione di piccoli strumenti meccanici dei quali è rimasto molto poco.

Le poche testimonianze di questi strumento mostrano ad ogni modo un certo livello di ingegnosità e creatività. Michael Wright spiega come associare agli studi storici le dimostrazioni pratiche di quello che era possibile fare serve a dare maggior peso e credibilità alla ricostruzione storica delle epoche passate.

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